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Mangiare insieme

mugolone cucina toscana ristorante siena
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La tavola è una metafora della vita.
La stessa etimologia della parola convivio lo suggerisce, identificando il vivere insieme (cum-vivere) con il mangiare insieme. Non è un’immagine riservata a pochi eletti: il nome aulico e la radice latina del convivio non devono impressionarci.
La famiglia contadina definisce a tavola la propria identità. «Vivere uno a uno pane e a uno a vino», ovvero condividere il cibo – nel linguaggio medievale – è il modo per significare che si fa parte della stessa famiglia. A tutti i livelli sociali, la partecipazione alla mensa comune è il primo segno di appartenenza al gruppo.

Ecco il senso di quello che si può trovare da Mugolone: una mensa da condividere con me e mia madre, come in una grande famiglia. Cuciniamo per voi per il piacere di farlo. Per voi c’è sempre il piatto migliore (quello che nella cultura greca si riservava agli ospiti).

Non staremo insieme a tavola, ma vogliamo condividere con voi le sensazioni, il gusto, il piacere della tavola che vi offriamo e che, se volete, potete condividere con i vostri cari, con gli amici.

Mangiare insieme è tipico, anche se non esclusivo, della specie umana. Plutarco fa dire a un suo personaggio delle Dispute conviviali: «Noi non ci invitiamo l’un l’altro per mangiare e bere semplicemente, ma per mangiare e bere insieme». Si sa, il cibo, nella società dell’abbondanza, tende a indebolire la sua valenza nutrizionale per enfatizzare significati «accessori». Condividere è uno di questi.